F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Da CanottaggioVero del 03/09/2007 
 
Viverone, una scommessa vincente 
 

Un campo di regata in grado di ospitare eventi nazionali d’alto livello: è l’obiettivo del Comitato Regionale Piemonte, si lavora alacremente perchè il sogno si trasformi presto in realtà. Parliamo di una Regione che da ormai diversi anni rifornisce la nostra Nazionale con elementi di primissimo piano: merito dell’attento lavoro di valorizzazione e programmazione dell’attività svolto in connubio da tecnici e dirigenti, cui va ovviamente aggiunto l’impegno dei primi attori del teatro remiero, gli atleti. Una delle carenze riscontrate dell’attuale presidente, Stefano Comellini, è proprio l’assenza di un meeting point capace di attirare canottieri da tutta Italia.

Meeting Nazionali, Festival dei Giovani, Campionati Italiani: da qualche anno le grandi kermesse sui 1500 e 2000 metri non prendono la via del Piemonte. L’obiettiva inadeguatezza delle dimensioni regolamentari del Lago di Candia hanno spinto il Comitato a cambiare orizzonte e a battere una strada già praticata da altri sport: Viverone. Sfogliando l’enciclopedia di Wikipedia, ci siamo documentati: ll Lago di Viverone si trova a 230 metri sul livello del mare tra Biella, Vercelli e Ivrea. Ha una superficie di circa sei chilometri con una profondità massima di 70 metri, il suo perimetro è di 10,5 chilometri. La lunghezza è di 3.500 m e la larghezza 2.600 m. Non a caso è sede di importanti appuntamenti dello sci nautico italiano e ospita anche appuntamenti velici. Grazie a Skype, abbiamo contattato Stefano Comellini e l’ingegner Alessia Berutto, del Politecnico di Torino.

- Ottima scelta, presidente Comellini!
“Grazie! Vogliamo introdurci all’interno di questa realtà con assoluto rispetto verso gli altri sport che abitualmente la sfruttano: ci piacerebbe utilizzare il lago per pochi giorni all’anno. Strutturando assieme le date dell’attività, si può convivere tranquillamente. Stiamo lavorando sodo, il 9 settembre ci sarà la prima regata regionale e non vogliamo assolutamente sfigurare. Il perchè della nostra scelta è chiaro: la qualità remiera del Piemonte non ha corrispondenza nei luoghi di gara: non è infatti possibile avere tecnici ed atleti di livello internazionale e non disporre, invece, di un campo di regata omologabile”.

- Il Comitato Regionale ha cercato qualche sinergia per vincere la sua ambiziosa gara?
“Intanto nel corso del nostro lavoro abbiamo avuto i preziosi suggerimenti degli amici Baldacci, Schinelli e Vitagliano, che anche in loco hanno mostrato di condividere la nostra scelta. Ora non corriamo da soli: fortunatamente ci siamo rimboccati le maniche e possiamo contare anche sulla collaborazione del Politecnico di Torino. L’ingegner Alessio Berutto sta conducendo uno studio su Viverone per il suo dottorato di ricerca, svolto sotto la guida del suo tutor, l’ingegner Giuseppa Novello, professoressa ordinaria di disegno: si parla del canottaggio”.

- Ing. Berutto, ci racconta come è iniziato e come prosegue il suo lavoro?
“Sto studiando il canottaggio come ecosistema soffermandomi sul rapporto sport-ambiente. Ho pensato alla realizzazione del campo di regata: ho realizzato un vademecum che potrà, in futuro, essere messo a disposizione delle società italiane. Ho iniziato il mio lavoro ad aprile catalogando tutti i dati messi gentilmente a disposizione da Franco Bindi, coordinatore regionale arbitrale, con la collaborazione del Comitato. Non è stato facile: non esistono, infatti, planimetrie aggiornate del lago ed è difficile rintracciare materiale di supporto”.

- Presidente, quali sono le peculiarità di Viverone?
”Ci sono tanti motivi perchè possa essere scelto per ospitare importanti manifestazioni nazionali. Ne cito uno per tutti, forse il più importante: conseguenza dell’ampia superficie a disposizione, Viverone dispone di una lunga passeggiata di 1500 metri dove è possibile seguire le regate. Domenica prossima (a proposito, le iscrizioni scadranno mercoledì alle 24.00) centinaia di persone, estranee al canottaggio, potranno avvicinarsi al nostro sport. Un’ottima occasione a livello promozionale: sono sicuro che, a partire dalla regata di fondo del 9 marzo, anche numerose società italiane, non appartenenti al Piemonte, inizieranno ad apprezzare questo campo. Aggiungo che proprio in questi giorni il CONI ci ha richiesto il progetto che abbiamo predisposto con l’ing. Berutto per corredare il dossier di candidatura per i Giochi Olimpici di Torino 2010. Come vedi, le prospettive sono interessanti”.

 
 
Marco Callai