F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Comunicato A.N.A.C.C. del 23/12/2009 
 
Campionati o Coppa Italia di Società 
 

Da un’attenta lettura dell’ultimo comunicato apparso sul sito federale dal titolo: “Calendari 2011 e 2012 – Ad aprile l’approvazione”, datato 19 dicembre 2009, rimango sorpreso in merito alla proposta e successiva motivazione per la quale viene tolto il Campionato Italiano di Società dal Calendario 2010, con la proposta di sostituirlo con la Coppa Italia di Società. “…per eliminare un titolo italiano poco significativo…”(riferito al Campionato di Società), recita la terza riga del quarto capoverso: ma che cosa ne pensano gli atleti, i tecnici e le società vincitrici negli scorsi anni di detto titolo?

Io ritengo che tale affermazione sia svilente nei confronti degli equipaggi, degli allenatori ed i club che per conquistarlo, o solo per partecipare a detta competizione, hanno impiegato tempo, impegno e risorse economiche.

Ma vengo al punto cruciale, che nella mia ingenuità, pensavo almeno in parte risolto con gli interventi verbali e scritti, che avevo sviluppato ancora a settembre in qualità di vicepresidente dell’ANAC, sulla base delle segnalazioni da parte di molti club avute sui campi di regata delle ultime gare del 2009.

In Italia oggi esiste una serie di manifestazioni che assegnano il titolo tricolore (ovvero il titolo italiano), del quale fregiarsi, è uno degli obiettivi più ambiti per le piccole come per le grandi società, oltre ad essere un ottimo biglietto da visita nei confronti di Istituzioni o anche Privati verso i quali cercare preziosi contributi per l’attività agonistica:

  • Campionato Italiano in Tipo Libero (ragazzi – junior – under 23 – senior);
  • Campionato Italiano in Tipo Regolamentare (ragazzi – junior – senior);
  • Campionato Italiano Coastal Rowing (senior);
  • Campionato Italiano Indoor Rowing (ragazzi – junior – senior);
  • Campionato Italiano Adaptive Rowing (senior);
  • Campionato Italiano di Società (open).

I numeri:posso affermare con certezza che in questi ultime stagioni, ed il 2009 in particolare ne fa fede, il numero degli atleti partecipanti al Campionato di Società si colloca al 3° posto tra le sei manifestazioni tricolori disputate (ho lasciato apposta escluso il Campionato Italiano di Fondo perché più difficile da tabulare).

Manifestazione Partecipanti totali Maschi Femmine
C.I. U23 / R / PL / ADPT 999 760 239
C.I. ASS / PL / JUN 824 645 179
C.I. SOCIETA’ 343 269 74
C.I. TIPO REGOLAMENTARE 284 228 56
C.I. COASTAL ROWING 227 156 71
C.I. INDOOR ROWING 214 176 38

Fonte dei Dati: www.canottaggio.net

Non sono quindi i numeri a giocare un ruolo determinante nell’annullamento della manifestazione, visto che ci sono Campionati Italiani che almeno per il 2009 hanno fatto registrare un numero inferiore di partecipanti.

Vado invece a definire l’importanza per la quale l’ANAC si batte al fine di mantenere il Campionato di Società così com’è, in quanto si tratta di:

  1. Un Campionato Italiano al quale non partecipano gli atleti che nel corso della stagione hanno vestito la maglia azzurra, potendo dare quindi una motivazione a tutti coloro i quali, come prevede anche il Programma d’Allenamento Federale (per club), non possono permettersi, per le ragioni più disparate (studio, famiglia, lavoro), di allenarsi nello stesso modo di altri che hanno ambizioni di squadra nazionale.

    Oppure: atleti che pur allenandosi con tutti i crismi del Programma d’Allenamento per atleti al Top, non riescono
    ad entrare in rappresentativa azzurra.

  1. Si parla oramai da anni, al fine di non perdere “per strada” atleti che non hanno ambizioni di mondiali, di creare un calendario alternativo, con gare alla loro portata, in modo da mantenere il più alto possibile il numero di
    praticanti il nostro sport.

    Il Campionato di Società, a livello nazionale, è l’unica possibilità che riguarda questo consistente gruppo di vogatori/vogatrici e che offre ai vincitori un riconoscimento importante.

  1. Ci sono atleti che consapevoli del loro livello, e Club che si rendono conto del valore dei propri equipaggi, che si preparano per il Campionato di Società dando fondo a tutte le loro energie per assemblare formazioni anche in barche lunghe, che mai si sarebbero sognati di mettere in acqua, negli altri Campionati di categoria.

    Alcuni esempi su tutti: nel 2009, il vincitore del singolo maschile è stato tale Matteo Romano (Canottieri Timavo), un atleta 24enne che in passato ha partecipato a manifestazioni mondiali in maglia azzurra, e che in queste ultime stagioni, per motivi famigliari e di lavoro, ha dovuto rinunciare a partecipare ai raduni ai quali era stato chiamato.

    Sono sicuro che per Matteo, come per altri, il fatto di vincere a Sabaudia il Campionato Italiano di Società quest’anno, sia stato lo stimolo a non abbandonare il canottaggio.

    E che dire di Canciani e Montrone (Fiamme Gialle) vincitori del 2 senza?

    Atleti di ottimo livello in stagioni nemmeno troppo remote.

    E poi tanti altri vogatori "sparsi" nelle altre barche, atleti che negli anni passati avevano vinto titoli mondiali o medaglie iridate.

    Alcuni anni fa, un Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Canottaggio, in casi simili era solito chiedere: “Ma a chi disturba, a chi dà fastidio? A nessuno? E allora, perché non si continua a farlo?”.

    E allora mi chiedo...quanti Matteo Romano, Sergio Canciani e Domenico Montrone ci sono in Italia ai quali un “titolo poco significativo” regalerebbe l’entusiasmo per continuare a vogare, e magari un giorno rientrare in squadra nazionale?

    Vogliate accettare i miei più sinceri auguri di un sereno Natale.

    Maurizio Ustolin

    Presidente dell’ANAC