F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Da La Stampa del 01/08/2008 
 
Un giorno da CT come Fabio Capello 
 

Mauro Petoletti tecnico albanese di canottaggio

Seppur solo per qualche giorno, il verbanese Mauro Petoletti si e' sentito un po' emulo di Fabio Capello. Nel suo piccolo, anche lui si e' trovato alla guida di una Nazionale estera. E' stato il tecnico dell'Albania ai Mondiali di CANOTTAGGIO che si sono appena conclusi a Linz in Austria. Un allenatore certamente speciale visto che ha dovuto seguire Andi Cuko, uno dei suoi pupilli alla Canottieri di Pallanza, la societa' dove il giovane milita da quando si e' trasferito in Italia sulle rive del Lago Maggiore. Sorride Petoletti per questo accostamento all'ex mister della Juventus e ridimensiona tutto: «Mi sono soltanto messo al servizio della Federazione internazionale di CANOTTAGGIO che cerca di promuovere la nostra disciplina anche in quei Paesi dove non esistono le federazioni. In Albania, difatti, c'e' solo un Comitato olimpico. Pertanto ho accettato con piacere di mettermi a disposizione di Andi e guidarlo nelle gare». Con l'Albania, interessate a diffondere lo sport del remo nei propri paesi, anche nazioni come Zimbawue, Argentina e Paraguay. Al tecnico verbanese sono state fornite le divise con i colori rossoneri dell'Albania. «E' stata una grande esperienza, tutti gli allenatori dovrebbero farla. Ai Mondiali ero gia' stato da spettatore ma da allenatore e' un'altra cosa: contatti, riunioni, scambi di opinioni. Insomma si osserva e s'impara, anche a livello organizzativo. Gli austriaci sono stati bravissimi: tre minuti dopo ogni gara avevamo gia' i risultati stampati nei nostri recapiti». Aggiunge Petoletti: «Questo appuntamento e' stato importante anche per la maturazione di Cuko. Non ha fatto un grande risultato ma abbiamo pagato l'inesperienza. Va detto che il tempo fatto in batteria era quello delle sue performance normali. Tuttavia nella finale riservata ai meno brillanti si e' rinfrancato ed e' arrivato secondo facendo scendere anche il cronometro. Il ragazzo ora e' piu' motivato». 

 
Filippo Rubertà