F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Comunicato F.I.C. Piemonte del 26/02/2008 
 
Alllenatori Tutor: ribadita la scadenza, alle porte un corso allenatori 
 

Il Consiglio Federale, riunito a Roma il 23 febbraio u.s., ha lungamente discusso sul Regolamento dell'Albo Allenatori approvato dalla Giunta Esecutiva del Coni nel giugno 2007 e sulla questione relativa alla sua operatività con particolare riguardo alla figura del TUTOR.

  • Ha approvato la lista dei tecnici di 2°, 3° e 4° livello con almeno 5 anni consecutivi d'iscrizione all'Albo, che identifica i tecnici che possono svolgere il ruolo di TUTOR
  • Ha approvato la norma transitoria per la quale tutti i tecnici abilitati possono essere tesserati per il 2008 a prescindere dall'aver pagato la quota dell'Albo negli anni 2005-2006 o aver effettuato i crediti nel 2007
  • Ha ribadito che tutte le Società affiliate che hanno tesserato un tecnico di 1° livello devono, per poter svolgere l'attività agonistica nel 2008, tesserare entro e non oltre il 15 marzo p.v. un tecnico abilitato minimo di 2° livello o nominare un TUTOR scelto tra i tecnici che possono vantare almeno 5 anni consecutivi d'iscrizione all'Albo
  • Ha effettuato alcune modifiche al Regolamento, che verrà reso noto con la Circolare Informativa di prossima pubblicazione.

la F.I.C. comunica, inoltre che il Settore Formazione si è impegnato ad organizzare entro il mese di Giugno p.v. un Corso [straordinario] per Allenatori di 2° livello riservato ai tecnici di 1°livello tesserati nella stagione agonistica 2008 per società che abbiano nel loro organico solamente allenatori di 1° livello, che abbiano al loro attivo almeno una stagione agonistica (2007) come allenatori tesserati

Riportiamo nuovamente, per completezza, il parere scaturito da una richietsa effettuata al Presidente Comellini da una Società Piemontese, interessante per definire nel merito le responsabilità della figura del "Tutor". Scrive Comellini:

Mi è giunta richiesta dal presidente di una Società piemontese - a sua volta investito della questione da un suo allenatore - di chiarire l'esatto limite di responsabilità che investe la figura del Tutor.
Poiché si tratta di materia riferibile anche alla mia professione, credo giusto rispondere pubblicamente, chiedendo ospitalità a CV ed augurandomi che ne esca un utile contraddittorio.

Il punto di premessa è la definizione dell'allenatore di prima categoria.
Per usare le stesse parole della Circolare Informativa FIC 1/2008, l'art. 4 del Regolamento dell'Albo Allenatori non consente ad un Allenatore di 1° livello di condurre autonomamente l'attività agonistica di una Società se non sotto la supervisione di un allenatore esperto, di almeno 2° livello, che deve essere tesserato dalla stessa Società come Allenatore "Tutor". Il tesseramento di un Allenatore supplementare "Tutor" è previsto per un massimo di tre anni.

Subito oltre, sempre all'art. 4 Reg., alla voce "Attività", si impone all'allenatore di primo livello di condurre e valutare l'allenamento "sotto la supervisione tecnica di un allenatore esperto".
Anche se in questo specifico capo non si menziona espressamente il Tutor, credo non vi sia dubbio che a questi ci si debba, nuovamente, riferire.
Infatti, all'art. 8 Reg., si legge che l'allenatore Tutor di 2 - 3 - 4 livello è "un allenatore esperto che …. assume la supervisione tecnica di un allenatore di primo livello".
Il Tutor è, quindi, un allenatore di categoria superiore, esperto, che, operando in altra società distinta dalla propria e presso la quale deve essere appositamente tesserato, affianca e "supervisiona" l'allenatore di primo livello, in ogni fase dell'attività di allenamento ("condurre e valutare") e agonistica in generale.

Ne deriva che, in tale contesto regolamentare, la figura dell'allenatore di 1° livello debba intendersi fortemente limitata nella conduzione tecnica degli atleti.
Se così è, sembra arduo escludere una responsabilità diretta del Tutor per gli eventi lesivi che dovessero verificarsi nell'ambito dell'attività di allenamento e, più in generale, agonistica.
In particolare, il Tutor risulta titolare della cd. "posizione di garanzia", ai sensi dell'articolo 40, comma secondo, codice penale ("Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo"), in conseguenza della quale egli è tenuto - appunto - a garantire - con un'efficace attività di supervisione - l'incolumità fisica degli atleti mediante l'idonea organizzazione della loro generale attività, vigilando sul rispetto delle regole di comune prudenza, di buona tecnica, e di quelle emanate dalla nostra Federazione.

Eventi lesivi che dovessero derivare da errati carichi o metodi di allenamento potranno essergli addebitati proprio in relazione al suo onere di supervisione; più arduo determinare se risponda anche per omessi controlli (ad es., atleti non seguiti in acqua in condizioni di oscurità) o negligenze (ad es., mancanza di dotazioni di sicurezza sul motoscafo di appoggio). Qui la soluzione dipende dall'interpretazione che si dà, nel silenzio del Regolamento, alla nozione - allo stato generica - di supervisione "tecnica". Certo è che all'art. 5 Reg. si prevede espressamente (a differenza del 1° livello) che l'allenatore di 2° livello "… prende le misure necessarie per garantire la sicurezza degli atleti". Il che fa ritenere che la sua responsabilità sia più ampia.

Quando poi l'obbligo di impedire l'evento ricada su più persone (allenatore di primo livello "supervisionato", dirigente societario) che debbano intervenire o intervengano in tempi diversi rispetto alla situazione di rischio, il rapporto causale con la condotta omissiva o commissiva del Tutor non può dirsi interrotto in ragione del mancato intervento da parte dell'altro soggetto, anch'egli destinatario dell'obbligo di sicurezza.

In tale ultima ipotesi, si verificherà un concorso di cause colpose, origine di responsabilità penale, e conseguentemente risarcitoria, in capo ad ognuno di essi.
Peraltro, qualora il Tutor non sia posto nelle condizioni di esercitare effettivamente la sua supervisione o sia consapevole che le sue prescrizioni orali o scritte non sono rispettate, egli, per evitare responsabilità, dovrà contestarlo formalmente all'allenatore "tutelato" ed alla società presso la quale svolge la funzione e, permanendo il stato di cose, rinunciare formalmente all'incarico.

Ancora un ultima precisazione: se il Tutor fosse presente fisicamente all'attività di allenamento e da questa derivasse l'evento lesivo, egli ne risponderebbe, non già per l'obbligo di garanzia di cui si è appena detto, ma per i criteri generali di attribuzione della colpa ex art. 43 codice penale.

Credo che di queste osservazioni, estremamente sintetiche in una materia giuridicamente assai complessa, sarebbe opportuno fare argomento di discussione per consentire ai nostri Tecnici di comprendere meglio l'ambito delle loro responsabilità.

Segnaliamo, inoltre, la disponibilità del Presidente dell'A.N.A.C.C. Antonio Baldacci che a titolo personale si è dichiarato disponibile ad essere tesserato come Allenatore Tutor a condizione che le Società interessate si impegnano a far partecipare almeno un Allenatore 1° Livello al primo corso per Allenatori 2° Livello organizzato dalla Federazione Italiana Canottaggio.

 

Si allegano di seguito:

  • elenco dei tecnici di 2° livello(con almeno 5 anni consecutivi di iscrizione all'Albo Allenatori) di 3° e 4° livello da cui la Società, che ha tesserato un tecnico di solo 1° livello, potrà scegliere il proprio "Tutor" per l'anno agonistico 2008.
  • lettera di comunicazione che dovrà essere inviata in originale entro il 15 marzo 2008 anticipandola anche via fax firmata del Presidente della Società e per accettazione dal Tecnico "Tutor".
  • elenco delle società che hanno registrato il tesseramento di uno o più Tecnici di 1° livello aggiornato al 25-02-2008

Sistemate alcune posizioni, per il Piemonte le Società che hanno registrato il tesseramento di solo Tecnici di 1° livello sono:

  • S.C. Candia
  • S.C. Cannero Sportiva
  • C. Eridano CRAl Telecomunicazioni
  • S.C. Omegna
 
 
Alessandro Carelli