F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Comunicato F.I.C. Lombardia del 08/12/2007 
 
130° S.C.T. ADRIA 1877 - Contributi per una storia 
 

La conoscenza cronologica degli avvenimenti remieri è spesso sviluppata attraverso notazioni giornalistiche, libri dei verbali dei sodalizi praticanti e memorie storiche pubblicate in certe occasioni. Una delle “piazze” editoriali più attive nella storia sportiva può considerarsi Trieste, con una ricca titolazione di libri ed uno degli esempi più eclatanti sono le corpose pubblicazioni della Ginnastica Triestina, società tra l'altro impegnata su più fronti dello sport. Ma oggi la Società Triestina Canottieri Adria sembra voler impegnarsi in un amichevole confronto, non solo sui campi di regata, ma anche in quelli editoriali.
E il terzo della serie di libri “Adria”, con ottime rievocazioni storiche, è un nuovo “fresco di stampa”, per il 130° anniversario di fondazione celebrato nel recente autunno e naturalmente è intitolato “130° S.T.C. Adria 1877 – Contributi per una storia”. E in questa storia ripercorriamo i primi passi di un sodalizio nato in tempi assolutamente diversi dagli attuali, con grande desiderio di misurarsi in un campo tutto nuovo. All'origine il nome era “Ruderclub Hamburg di Trieste”, quando con “spirito missionario” viaggiatori di area germanica (allora Trieste era il principale porto dell'Impero Austriaco) si prodigarono per promuovere la conoscenza dei valori dell'attività remiera.
Franco Stener, che ha coordinato l'opera di numerosi validi autori, nonché lui stesso autore di valide ricostruzioni storiche, ha dato un corposo contributo alla rievocazione di una storia di sport, di amore e di passione sportiva.
E non è mancato anche un approfondito intervento dello stesso presidente sociale, l'avv. Biagio Terrano, che oltre ad essere cultore della storia e naturalmente appassionato vogatore in “canoé”, rigorosamente barca in legno, con cui partecipa con frequenza ad uscite nel porto di Trieste e anche a regate per master, ha dimostrato pure un'ottima verve poetica, offrendoci due amabili liriche: “In canoino” e “La Yole a otto”. Della prima, a pag. 45, ci sembra simpatico riprendere i versi:
“IN CANOINO: Vendo sogni, / diffondo speranze, / regalo incertezze, / offro illusioni, / sono un pesce / ostinatamente buono / in un oceano di squali, / ma quando lascio la zattera / dell'amata Adria, / e spingo il canoino / verso il grande faro, nel silenzio rotto / dal ritmo delle pale, col mio fagotto / di ricordi, desideri / ed affetti, allora / son'io a sognare / su tappeti di mare, son'io ad illudermi / che il sole rifiuti il tramonto, / son'io a sperare / che il cielo mi ritrovi / ancora ad occhi aperti.”
E mentre nella pagine conclusive della pubblicazione appaiono alcuni “spot” di aziende amiche che hanno sostenuto l'iniziativa, appare in bella evidenza nell'ultima di copertina un richiamo, quasi a sottolineare l'importanza di un dovere civile, l'invito a donare sangue “Dona sangue - Il sangue non si trova in farmacia, portacelo tu”, promosso dalla Associazione donatori di sangue di Trieste, ma che doverosamente può essere accolto da tutti gli sportivi italiani.  

 
Ferruccio Calegari