F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Da La Stampa del 11/12/2006 
 
“Valentino” sperona una barca Salvi due canottieri 
 

NAUFRAGIO IN CITTÀ INSOLITO INCIDENTE DELLA MOTONAVE DEL GTT

Non è poi così insolito che un mezzo del Gtt rimanga coinvolto in un incidente durante il servizio, ma è di sicuro la prima volta che le vittime dell’urto colano a picco. È accaduto ieri pomeriggio verso le 17,30, più o meno di fronte al Museo dell’Automobile. Non lungo il trafficato corso Unità d’Italia, ma qualche centinaio di metri più in là, nelle acque fredde del Po. Il battello turistico «Valentino», in servizio fra i Murazzi e Moncalieri, ha speronato e affondato un’imbarcazione del Circolo canottieri Caprera, che stava risalendo il fiume sul lato collinare. Il piccolo natante si è spezzato e i due canottieri - il sei volte campione d’Italia Vittorio Altobelli e la moglie Simona - sono finiti in acqua, rischiando di essere dilaniati dalle eliche della motonave del Gtt. Il comandante di «Valentino», Andrea A., una lunga esperienza di navigazione fluviale, ha subito dato l’allarme alla centrale dei vigili urbani e poi ha fatto rotta verso i Murazzi, dove ha fatto scendere i circa trenta passeggeri che si trovavano a bordo. I due canottieri sono stati invece soccorsi da alcuni colleghi del Cus Torino, che si trovavano in acqua poco distante per un allenamento. Vittorio e Simona si sono aggrappati all’imbarcazione di Anita Dazzi, campionessa italiana nella categoria esordienti, che li ha trascinati a riva. Poi dall’attracco del circolo universitario sono accorsi Giorgio Dazzi, fratello di Anita, e l’amico Massimo Archimede, che su un motoscafo hanno recuperato gli sfortunati canottieri del Caprera. Sull’incredibile collisione ora indaga la polizia municipale: le responsabilità dello scontro sono tutt’altro che chiare. A quell’ora sul Po era ormai buio e secondo il racconto del personale del Gtt i canottieri del Caprera erano privi del giubbetto catarifrangente e delle luci di segnalazione che si devono indossare dopo il tramonto. «Quella barca ha tagliato la strada alla motonave - spiegano alla sede del Gtt - mentre il regolamento della navigazione prevede che i mezzi pubblici debbano avere la precedenza». «Non è vero - ribattono al Caprera - i nostri atleti avevano le luci di segnalazione e risalivano il fiume dal lato loro consentito».

Una versione confermata anche da Anita Dazzi, impegnata in allenamento con una compagna del Cus: «Simona e Vittorio avevano la lucina intermittente appesa dietro la schiena, come da regolamento. Stavamo risalendo il Po a poche decine di metri da loro e all’improvviso ho visto il battello che gli finiva addosso». Simona e Vittorio Altobelli, rimasti a mollo per circa 5 minuti, se la sono cavata con un grande spavento e molto freddo. Il pluricampione italiano, nato a Terracina 34 anni fa, ha accusato anche una botta al braccio ma i primi rilievi medici hanno escluso fratture. Nulla a che vedere con il brutto incidente che gli è capitato quasi due anni fa, quando ancora militava per il Corpo Forestale di Sabaudia: un pontile in legno cedette e gli crollò addosso, procurandogli la frattura di due vertebre lombari. Trasferito in eliambulanza al Cto di Roma, Altobelli venne operato d’urgenza e rimase per alcuni giorni in terapia intensiva. Si temette per la sua vita e per la funzionalità motoria, ma grazie al tempestivo intervento dei chirurghi e alla sua forza di volontà, l’atleta laziale riuscì a tornare all’attività agonistica e si trasferì a Torino per indossare i colori del Caprera.