F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Da La Stampa del 21/12/2004 
 
Millecinquecento atleti sotto esame 
 

FIRMATO IERI IL PROTOCOLLO IN REGIONE PER I CONTROLLI SU CHI PRATICA ATTIVITA’ SPORTIVE

Il presidente della Regione Enzo Ghigo lo definisce l'inizio di «un percorso culturale che porterà benefici allo sport e alla salute degli atleti», mentre per il direttore generale dell'Ospedale San Luigi di Orbassano Sergio Morgagni «è l'apice di un lavoro d'équipe che porta in alto il Piemonte in Europa». E' tutto pronto al centro antidoping «Alessandro Bertinaria», per iniziare un'autentica guerra all'assunzione di farmaci illeciti da parte degli atleti. Ieri mattina, nella sede dell'assessorato al Turismo e allo Sport, è stato siglato un protocollo d'intesa attuativo della legge regionale del 2004, attraverso la quale la Regione ha approvato e finanziato (500 mila euro solo per il 2005) un progetto di tutela della salute degli atleti piemontesi e di lotta al doping. Semplificando: entro i primi sei mesi del 2005, 1500 atleti della regione tra i 12 e i 18 anni, scelti tra i componenti delle rappresentative di ogni sport, verranno convocati a gruppi di 30 presso istituti i centri di medicina dello Sport della Fmsi e delle Asl della Regione. In queste sedi, saranno sottoposti a un prelievo ematico. Le urine, invece, verranno raccolte e divise in due contenitori (uno etichettato e uno anonimo) e inviati al centro antidoping di Orbassano dove sui campioni nominativi verranno effettuati gli esami biumorali, e su quelli anonimi si ricercheranno i cosiddetti «maerkers d'effetto» (nicotina cotidina da cannabis e cortisolo ematici). Parallelamente a queste operazioni, corrono altre iniziative: in testa, questionari e test psicologici, con tanto di professionisti a supporto degli atleti, incentrati sui rischi di ricerca di aiuti esterni per migliorare le prestazioni. Il centro antidoping Bertinaria comincia così il suo cammino di avvicinamento alle Olimpiadi del 2006. Agendo sugli atleti amatoriali prima di approdare ai big internazionali. Poco prima dell'evento a cinque cerchi, la struttura passerà in mano al Toroc che la gestirà fino alla fine della Paraolimpiadi per poi restituirla al Cad in attesa dell'accredito della Wada per operare sui professionisti. «Il compito di una Regione - ha detto ieri Ghigo - non si esaurisce con la realizzazione degli impianti sportivi e di accoglienza. Deve fare anche in modo che, sullo slancio olimpico, si affermi una nuova cultura tra coloro che praticano attività sportiva a livello agonistico». Grandi consensi anche da Mario Porqueddu, presidente regionale del Coni («Un'iniziativa straordinaria») e dall'assessore regionale Valter Galante: «Inauguriamo oggi un nuovo percorso - ha detto - con prestazioni di gran lunga superiori per qualità e quantità a quelle minime stabilite per legge da tutte le regioni italiane». Chiude le fila il direttore scientifico del centro Mario Botrè che sottolinea le grandi prospettive per il centro Bertinaria anche dopo le Olimpiadi «la speranza - ha detto - è che i 3000 esami che ogni anni vengono dirottati su Losanna e Barcellona vengano fatti qui, in una struttura che è il sogno di ogni chimico».  

 
Giuseppe Legato