F.I.C. - Comitato regionale Piemonte
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Da CanottaggioVero del 15/02/2004 
 
Torino non delude 
 

Torino, 15/2/04 - Torino non ha tradito i canottieri convenuto oggi sul tratto cittadino del Po per la disputa della IV prova del Campionato Italiano di Fondo. Ma nel campionato, la "D'Inverno sul Po" merita un capitolo a parte, sia per la sua storia, che per l'oggettiva maggior spettacolarità che l'intero contesto della regata presenta. Torino è la città che ha fatto la storia d'Italia e del canottaggio e una cornice del genere ha sempre un fascino particolare, specie quando, come oggi, il meteo ci regala una giornata di sole, con una temperatura nemmeno troppo rigida.

La presenza, poi, sul percorso, di diversi circoli remieri centenari, attrezzati ed accoglienti, ed una buona organizzazione da parte della Canottieri Esperia-Torino fanno il resto, mentre lo sfondo dei Murazzi, della città storica e della Mole costituiscono una scenografia di rilievo.

Naturale quindi che gli iscritti, questa mattina, fossero molto di più che nelle prove precedenti, contando anche parecchi equipaggi francesie e qualche svizzero, e che le gare abbiano avuto uno svolgimento regolare, se si sorvola su un leggero ritardo d'inizio a causa di una foschia ormai sul punto di sciogliersi definitivamente.

Attenzione però, perché la Legge di Murphy ("Se qualcosa può andare male, lo farà") è sempre in agguato e proprio a regate finite, il destino cinico e baro, come sempre ben aiutato dalla debolezza umana, ci ha messo lo zampino, con un'interminabile querelle costruita su un banale scambio di numero da parte di due equipaggi di una stessa società. Ne è nato l'immancabile ricorso che ha generato la solita riunione-fiume dei giudici - che non è approdata a niente lasciando le cose com'erano, cioè ingarbugliate - ed il conseguente strascico in sede di premiazione, che non mancherà certamente di allietare le giornate future dei burocrati federali, destinati probabilmente a districare un litigio costruito sul nulla.

Risultato: ulteriore pesante ritardo nelle premiazioni (bis di quello del sabato), pranzi alle 16.00 ed il classico tocco di litigiosità senza di cui, da qualche tempo a questa, parte non si riesce a finire una regata.

Peccato, perché diverse gare avevano fatto registrare begli arrivi nonostante la formula a cronometro, per esempio quelle delle ammiraglie: l'8+ femminile (gara di apertura), dominato dall'equipaggio del Sisport Fiat (fortissime e, permettetecelo, anche belle, ma le altre non erano da meno) con Gavirate e Moto Guzzi a fare da damigelle; l'ultima, la gara dell'8+ maschile senior, dove una bella Lario (nella foto), per l'occasione rinforzata da due "foresti" di assoluto valore, hanno concluso in bellezza tenendo a distanza il CUS Pavia, che pure aveva condotto una gara di attacco, e blindando il risultato finale del Campionato.

In mezzo, un nutrito programma distribuito su varie categorie: dai cadetti, dove si è visto in gara anche un 8x francese (si, esatto... un otto di coppia) messo a correre e classificato coi 4x italiani, da cui i musi lunghi (ovvi) dei nostri ragazzi, sino ai Master, sempre molto in palla ed a loro agio in una giornata in cui, vista la relativa mitezza del clima, non hanno nemmeno sentito la necessità di indossare la cintura del Dr. Gibaud.

In realtà, se qualcosa alla formula del Campionato può essere imputato - aspetti organizzativi a parte - è proprio questo millefiori di categorie che finisce col creare un po' di confusione e di disattenzione. Ma certamente l'interpretazione che se ne dà a Torino è ben diversa da quella, decisamente deprimente, vista nella prova precedente.

 
 
Sergio Morana