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Da CanottaggioVero del 27/01/2004 
 
D'Inverno sul Po, sono ventuno 
 

Torino, Gennaio 2004 - La stagione del fondo 2003-2004 ha superato il discusso giro di boa della terza prova, quella di Pisa, e si avvia all'appuntamento più classico, la "D'Inverno sul Po" a Torino, che quest'anno è programmata per il 15 febbraio.

Siamo ormai alla XXI edizione e nella sua storia, non centenaria ma consolidata, la manifestazione clou del remo invernale ha cambiato diverse volte lineamenti, pur conservando il caratteristico percorso di sei chilometri a favore di corrente dall'isolotto di Moncalieri ai Murazzi antistanti la Canottieri Esperia, organizzatrice della regata.

Negli anni si è arricchita di una serie di manifestazioni collaterali a carattere agonistico (le gare giovanili e master del sabato in singolo e doppio) e culturale: per questa edizione in particolare, gli organizzatori ci propongono una visita al Museo del Cinema alla Mole Antonelliana che permetterà ai canottieri ed agli invitati di conoscere una realtà di grande interesse ma sconosciuta spesso agli stessi torinesi.

Torino d'inverno mostra una faccia mutevole: solare e accogliente nelle (rare) giornate di bel tempo, può rappresentare un severo banco di prova quando, come lo scorso anno si va ad incappare in una giornata rigidissima e addirittura ammantata da una coperta di neve che rendeva quasi irreale lo spettacolo a cui, per forza di cose, assistevano pochi intirizziti appassionati. Ma forse proprio qui sta una dei suoi volti affascinanti: il rappresentare una sorta di prova di sopravvivenza in condizioni veramente difficili, pur trovandosi in piena città, tra i gloriosi argini che hanno visto remare i canottieri sabaudi. Solo così si spiega il successo che la "D'Inverno sul Po" ha sempre riscosso - in passato vi furono edizioni di grande successo, poi forse proprio a causa dei cambiamenti, che inevitabilmente ne hanno diluito un po' l'unicità e complicato (a nostro avviso, ci si perdoni, inutilmente) l'organizzazione.

Squadra che vince non si cambia, e lo sanno bene gli inglesi, che da due secoli disputano ad Henley ed a Londra regate che vantano una tradizione plurisecolare ed immutata nel tempo. Forse non sarebbe una brutta idea tornare alla formula, asciutta ma efficace, che ne aveva decretato il successo inizialmente e, perché no, ripristinare l'originale intitolazione in dialetto torinese, che da anni ormai è stato tradotto in un italiano più semplice ma meno saporito.

In ogni caso sono da encomiare senza riserve gli sforzi degli organizzatori, la Società Canottieri Esperia - Torino, che quest'anno ha predisposto per atleti e accompagnatori anche un paio di pacchetti turistici, tutto compreso, in collaborazione con la Franco Rosso Italia, incentrati sulla doppia partecipazione, alle visite ed al party del sabato ed alla gara di domenica. le adesioni, dovranno pervenire al tour operator entro il 31 gennaio p.v.

Un'ultima annotazione: Torino, in questi ultimi anni sta dimostrando una vitalità in linea con le sue profonde radici remiere: la città che fu la culla del canottaggio italiano e non solo, dove nel 1888 fu fondata la federazione italiana di canottaggio e, qualche anno dopo, anche la FISA, la federazione internazionale, presenta ogni anno due gioielli organizzativi che valorizzano il Po, che scorre in città su un alveo troppo stretto per competizioni in linea, ma perfettamente dimensionato e fortemente suggestivo per ospitare gare di fondo quali la classica del singolo, quel Silverskiff novembrino ormai assurto agli onori internazionali, organizzato dalla Reale Società Canottieri Cerea, e, appunto, la D'Inverno sul Po, di casa Esperia, che si inoltra quest'anno nella sua terza decade di vita. Come terzo secolo di vita sportiva cittadina, non c'è che dire, è un buon inizio per quella che è stata e resta ancor oggi la blasonata capitale del remo italiano. 

 
Sergio Morana